3

La vera storia di Tranquillo

Dopo tanto girovagare ho trovato la storia di Tranquillo:

Tranquillo e Ansioso avevano deciso di intraprendere questo viaggio a bordo di una barca seguendo una rotta che andava fuori da quelle comuni, sapevano che il viaggio sarebbe stato rischioso. Ansioso era chiaramente titubante mentre Tranquillo aveva deciso senza farsi troppi problemi che per lui era giunto il momento di tentare quest’avventura. Non che Ansioso non fosse attratto o non sentisse l’esigenza di nuove esperienze, ma nel momento di decidere andava sempre nel pallone, fu così che prese una bottiglia con una pozione rilassante, ne bevve un po’ e partì con Tranquillo a bordo della loro barchetta.

Il viaggio scorreva senza problemi, giorno dopo giorno i due sentivano che la loro meta si stava avvicinando… una mattina Ansioso si svegliò e vide un gabbiano, due , tre… uno storno.. TERRA!!!! L’isola della Felicità  era a due passi da loro. Ansioso si esaltò subito scaricando con urla di gioia tutta la tensione accumulata, Tranquillo sorrideva pensando che tutto sommato anche se quella non fosse stata l’isola della felicità  un po’ di riposo su terraferma gli avrebbe fatto piacere.

Attraccarono l’isola e si misero ad esplorare il loro nuovo mondo. Ansioso aveva l’adrenalina a mille, convinto di aver raggiunto l’agognata meta cercava ovunque conferme, Tranquillo studiava invece l’isola: voleva di capire dove gli sarebbe convenuto pernottare, dove sarebbe stato possibile trovare del cibo e via discorrendo.

Mentre camminavano sentirono rumori strani, Ansioso si paralizzo’, Tranquillo alzò lo sguardo e vide sopra gli alberi degli uomini che gli stavano tirando una rete addosso.

I due vennero intrappolati e portati su una gabbia di canne di bambù in cima ad un albero cresciuto sopra uno dirupo che dava a picco sul mare, da un lato vedevano quindi l’oceano e dall’altro la foresta.

Sotto il dirupo si sviluppava una scena orrenda, una serie di ossa accatastate: erano i corpi di tutti quelli che prima di loro avevano tentato l’avventura: si erano imbattuti nella temutissima “Isola dei Seviziatori”…

Ansioso tremava, Tranquillo – impassibile – fissava la foresta sotto di loro, dove si innalzava una specie di altare.

Quando calò la notte arrivò un gruppo di indigeni, accesero delle torce per illuminare l’altare, calarono una gabbia simile a quella dove i due erano rinchusi, estrassero un uomo, lo denudarono e lo legarono prono sull’altare. Come l’uomo urlo’ dallo spavento si levò un rullo di tamburi e da quel momento la scena fu orribile: gli indigeni superdotati possedettero a turno l’uomo fino a che questo non spirò.

Tranquillo e Ansioso non riuscirono a prendere sonno: avevano capito bene quale destino li avrebbe attesi la notte seguente, unica incertezza.. quale dei due sarebbe finito per primo sull’altare…

La giornata seguente passò lenta e silenziosa, arrivò la notte e gli indigeni montarono le torce. Ansioso tirò fuori la bottiglia dove aveva conservato la pozione rilassate:

“Scriverò una lettera, la metterò nella bottiglia voglio lasciare un messaggio”

E fece per svuotare la bottiglia, Tranquillo lo fermò dicendogli:

“Fermo, beviamola, non sentiremo il dolore”

Ansioso gli diede del folle:

“Se beviamo la pozione perdiamo ogni possibilità  di salvarci, dobbiamo rimanere lucidi!!!”

In quel momento un indigeno da sotto indicò Tranquillo, il dubbio era sciolto, lui sarebbe stato il primo.. così mentre calavano la gabbia strappò dalle mani di Ansioso la bottiglia e la scolò tutta, Ansioso riprese la bottiglia vuota la rimise nella sacca e perse i sensi.

La mattina dopo Ansioso vide il corpo di Tranquillo vicino a quello dell’uomo della prima sera, scioccato prese un pezzo di carta e ci scrisse “Tranquillo è morto inculato”, mise il biglietto nella bottiglia, la siglillò e la lanciò a mare.

La sera stessa la sorte non diede scampo ad Ansioso, i sensi non lo abbandonarono, legato all’altare lanciò un urlo disperato, partì il rullare dei tamburi ed il rito si protrasse fino alla sua morte.

La bottiglia lanciata da Ansioso venne raccolta da un vecchio di una grande città  portuale dell’epoca, lesse il messaggio, lo diffuse e lo tramandò fino ai nostri giorni.

Questa lunga storia ci insegna a questo punto che oltre a Tranquillo anche Ansioso morì inculato, ma come in tutte le storie c’è un colpo di scena…

In pochi sanno che un discendente del vecchio ritrovò la bottiglia col messaggio ed incuriosito si informò sulla leggenda, decise così di intraprendere il viaggio ed arrivò all’Isola dei Seviziatori.

La sua prima sorpresa fu quella di non trovare la barchetta con cui Tranquillo e Ansiono avevano raggiunto l’isola, non curante continuò il suo giro.

Sapeva che Tranquillo e Ansioso avevano con loro due sacche e che in una delle due era contenuta la mappa per l’Isola della Felicità .

Girando ancora trovò l’altare ormai coperto dal muschio, si affacciò al dirupo e vide gli scheletri ammassati. Vide anche a terra la gabbia che probabilemte aveva tenuto prigionieri i due, notò un sacco, lo aprì e trovò un pezzo di carta strappato dove sembrava esserci scritta la ricetta della pozione ed un carboncino che sembrava essere quello utilizzato da Ansioso per scrivere il messaggio.

Cercò disperatamente la sacca di Tranquillo che doveva essere quella che conteneva la mappa per l’Isola della Felicità  ma nulla… cercò ancora la barca sperando che Tranquillo l’avesse lasciata lì… ma le ricerche non diedero esito.

L’uomo si sedette ed ebbe un’illuminazione: Tranquillo non era morto inculato!!!

Prendendo la pozione si era addormentato ed una volta legato all’altare non aveva lanciato l’urlo di disperazione che dava inizio al rito.

Credendolo morto gli indigeni non eseguirono il rito e lo accatastarono di fianco sgli altri corpi ed in quel macabro giaciglio dormì per altri due giorni interi.

Svegliatosi vide il corpo del compagno e si rammaricò: se Ansioso avesse deciso di bere la pozione non solo si sarebbe salvato, Tranquillo stesso avrebbe dormito molto di meno (avrebbe preso metà  dose) ed avrebbe liberato Ansioso risparmiandoli un giorno di spaventosa agonia.

Risalita la rupe entrò nella sua vecchia prigione recuperò la sua sacca con la mappa e le vivande, raggiunse la barca e navigò alla volta dell’Isola della Felicità .

Leave a Reply

Your email address will not be published.


*


5