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21072015: No more Tears

150721_71TibQcdwfL._SL1500_Oggi un pò di Metal con Zio Ozzy

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No More Tears è stato indicato da molti critici come l’apice artistico di Ozzy Osbourne. Dopo la morte di Randy Rhoads, avvenuta nel 1982, Ozzy ha assoldato diversi eccellenti chitarristi: Brad Gillis e Jake E. Lee sono stati infatti ottimi collaboratori, ma per il cantante i loro stili erano troppo lontani dal suo modo di vedere la musica.

Con No Rest for the Wicked arriva Zakk Wylde, ritenuto oggi uno dei più grandi chitarristi metal di tutti i tempi, che pur essendo molto giovane riesce a convincere Osbourne e otterrà la riconferma per il seguente album del 1991, appunto No More Tears. Il lavoro fu un grande successo commerciale, con la certificazione di cinque dischi di platino e la vendita di quasi cinque milioni di copie negli Stati Uniti.

L’album presenta nei crediti anche il nuovo bassista Mike Inez, in futuro negli Alice in Chains. La formazione ha prodotto canzoni che hanno riscontrato un ottimo successo: Mr. Tinkertrain, I don’t wanna change the world (vincitore di un Grammy come “Best Metal Performance”), Desire, Hellraiser, Don’t blame me (brano contenuto nella versione ri-masterizzata), l’oscura title-track No more tears e le ballate Mama I’m coming home e Road to nowhere.

No more tears verrà seguito da un tour molto impegnativo in America, che avrà a Los Angeles la tappa più importante, ma varrà per Ozzy grandi meriti e riconoscimenti. Da menzionare inoltre il contributo alla stesura dei brani da parte di Lemmy Kilmister, leader dei Motörhead e grande amico di Ozzy.

Dopo No More Tears, per molti, Osbourne va incontro ad un periodo di irreversibile declino, non solo per la creatività ma anche per il suo uso smodato di alcol, che lo costringerà a recarsi spesso in clinica per disintossicarsi

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