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30012018: Il terzo suono di Tartini

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Il terzo suono di Tartini

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Con terzo suono di Tartini, detto anche suono risultante o suono di combinazione, ci si riferisce a un particolare fenomeno acustico evidenziato da Giuseppe Tartini all’inizio del XVIII secolo, ma con ogni probabilità conosciuto già prima.
Per l’effetto ecco la spiegazione (dovete usare le cuffie e il volume alto)

Nel 1714 il violinista Giuseppe Tartini, durante il periodo in cui insegnava violino al Teatro della Fenice di Senigallia, dimostrò che, suonando un bicordo a un intervallo di quinta, ossia con rapporto 3:2, si ottiene contemporaneamente un terzo suono, più grave.Il terzo suono, nel basso, è una nota la cui frequenza è la differenza fra quelle dei due suoni originari. Ad esempio, eseguendo un suono da 512 Hz e contemporaneamente uno da 640 Hz, si sentirà anche un suono, più grave, da 128 Hz (due ottave sotto la fondamentale a 512 Hz). Il terzo suono è ottenibile eseguendo bicordi anche ad altri intervalli, non solo terze e quinte.

Tartini lo conosco perchè spesso Dylan Dog suona al clarinetto il suo Trillo del diavolo
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