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07042014: Quando Tony Iommi perse il dito non avrebbe mai pensato che sarebbe riuscito a cambiare la musica

Tony Iommi Black Sabbath mano140407-Tony-Iommi_2009-06-11_Chicago_photoby_Adam-BielawskiQuando Tony Iommi perse il dito non avrebbe mai pensato che sarebbe riuscito a cambiare la musica

Spiegazione
Questa settimana vi parlo dei musicisti con problemi che hanno cambiato la storia della musica.
Tony Iommi ha inventato i riff massicci dei Black Sabbath e nessun chitarrista metal può prescindere da quel suono cupo e distorto. Per un pelo, però: il giovane Iommi è al suo ultimo giorno di lavoro, prima di diventare professionista. Lavora in fabbrica e si occupa del taglio di fogli di alluminio. Esattamente come succede a tappezzieri, falegnami e addetti ai telai meccanici, piagati dalla malattia professionale del dito mozzato, anche a lui basta un attimo di disattenzione e, voilà , sotto la pressa, rimangono le due ultime falangi di indice e medio della mano destra. Lui è mancino e con quelle dita lì tiene le corde. Dramma. Depressione. Finchè in ospedale un amico gli porta a sentire un disco di Reinhardt. Se ce l’ha fatta lui, ce la faccio anch’io si dice Iommi. Ma come, con due dita mozzate? Toni non è inventivo solo sullo spartito e si costruisce delle protesi di plastica che attacca ai suoi moncherini. Alle estremità  aggiunge delle pezzuole di cuoio, per ottenere il classico tocco della pelle. Certo, la sensibilità  è nulla, ma a quella supplisce l’orecchio. E se le corde sono dure, facile: la chitarra viene scordata, allentandole. E nasce quel suono profondo, oscuro su cui l’imberbe Ozzy urlacchierà  la sua angoscia.

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