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21112016: Kennedy e il termine crisi che diventa pericolo e opportunità in cinese

Kennedy e il termine crisiKennedy e il termine crisiKennedy e il termine crisi che diventa pericolo e opportunità in cinese

Spiegazione
Questa settimana la dedico al presidente Kennedy. In un suo discorso a Indianapolis il 12 aprile 1959 disse:

Scritta in cinese la parola crisi è composta di due caratteri.
Uno rappresenta il pericolo e l’altro rappresenta l’opportunità.

Il termine wēijī (in Hanyu Pinyin, mentre è 危機 in cinese tradizionale e 危机 in cinese semplificato; Wade-Giles: wei-chi) è di frequente invocato nei discorsi motivazionali insieme all’affermazione non vera che i caratteri di cui è composta rappresentino sia il concetto di “crisi” che quello di “opportunità”. In realtà l’affermazione è mutuata dalla errata convinzione diffusa negli Stati Uniti che i due caratteri significhino uno “pericolo” e l’altro “opportunità”. Molti linguisti considerano questa idea una colorita pseudoetimologia, poiché jī da solo non significa necessariamente “opportunità”.

Kennedy utilizzava questo tropo regolarmente nei suoi discorsi ed in seguito Richard M. Nixon e altri lo fecero proprio. L’uso è stato adottato da consulenti finanziari e oratori motivazionali e ha guadagnato grande popolarità nelle università e nella stampa popolare. Per esempio, nel 2007, Condoleezza Rice ha ripetuto l’equivoco durante le trattative di pace per il Medio Oriente, e lo ha fatto anche Al Gore nella sua testimonianza davanti alla Commissione Energia e Commercio della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, e nel suo discorso di ringraziamento per il Premio Nobel per la pace.

Alcuni linguisti hanno attribuito il successo di questa cattiva interpretazione al fatto di averla a portata di mano come strumento retorico e come “chiamata alle armi” in chiave ottimistica. A causa dell’attrazione esercitata da questa pseudoetimologia, Mair ha suggerito che la sua popolarità sia in parte dovuta al “pio desiderio” (“wishful thinking”).

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